Dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo

Alcolismo: come uscirne?

Quando smetto di bere corde per la canzone

La lettera successiva a Trevor Hughes, il cui amatissimo fratello era morto di tubercolosi e la cui madre era gravemente malata, rivela una volta di più la capacità di Dylan di rispecchiare stati d'animo.

L'accenno al cattolicesimo romano dovrebbe essere inteso in relazione all'interesse di Trevor Hughes per le cose spirituali. Spero in una sola cosa, che sia leggibile. Tu hai senz'altro lasciato che la mente si sbrigliasse, schernendo anche il mezzo meccanico della macchina da scrivere, e scrivendo a penna i tuoi pensieri — erano calati naturalmente in una malinconia più profonda di quanto la mia potrebbe mai essere — in una scrittura immacolata.

La tua lettera era mirabilmente sincera. La bellezza, tu dici, emerge dalla sofferenza. Poiché siamo nati nella sofferenza altrui e periamo nella nostra. Ovviamente, dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo nasce prima di poter diventare un artista, ma in seguito non ha importanza quello che accade.

La consapevolezza artistica esiste o non esiste. Il senso della bellezza Ma esiste. Non che quanto tu hai sofferto non ti influenzi profondamente e terribilmente. Per quanto tu possa soffrire, il mondo rimane. È soltanto l'aspetto del mondo esterno, e assurdo, a cambiare.

Questo è cattolicesimo romano. Devi vivere nel mondo esterno, soffrire in esso e con esso, goderne i mutamenti, disperarti per essi, tirare avanti mediocremente con le routine del guadagno, innamorarti, accoppiarti e morire. Devi far questo. Il vero artista differisce dai suoi simili in questo, che per lui non si tratta dell'unico mondo.

Egli ha la luminosità interiore e questa sembra una frase di D. Lawrence o una frivolezza di Dean Inge. I mondi esterno e interiore non sono, lo ammetto, completamente separati. La sofferenza colora i luoghi interiori, e probabilmente aggiunge ad essi bellezza. Altrettanto fa la felicità. Ti potrà sembrare strano da parte mia credere in questa filosofia — che, in effetti, è soltanto un lievissimo adattamento della religione cattolico romana.

Di rado le mie poesie ne contengono qualcosa. Ecco perché non mi soddisfano. Sono quasi tutte le poesie esteriori. I tre quarti dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo letteratura mondiale concernono il mondo esterno.

Una parte di essa, naturalmente, è una pura cronaca di incidenti esteriori. Non che questo debba condannarla. Le più grandi opere d'arte sono forse quelle che conciliano, perfettamente, l'esteriore e l'interiore. Non v'è alcunché di nuovo in quanto ho detto. Ma mi è venuto in mente quando ho letto la tua risposta al mio sincero consiglio — evita la morbosità come non ho fatto io. Tu dici, o almeno lasci capire, che non ti sarebbe possibile a causa delle tue disgrazie terribili.

Ed io dico che puoi. La morbosità è malattia, anormalità della salute. Essa non deve avere una grande parte nei tuoi racconti. Potrebbero essere racconti bellissimi in ogni caso. Ma saranno migliori senza. Questa non è una commovente esortazione ad essere inglese, ma soltanto a lasciare che la coscienza interiore — tu ce l'hai perché sei un artista da quel poco che ho letto di tuo — si sviluppi.

Sembra un brano di Chesterton adulterato riveduto da Sir Edward Dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo. Rileggendo di nuovo la lettera dubito della sua sincerità, tale è la natura orribilmente polemica e contraddittoria della mia mente. Dammi un foglio di carta, ed io non posso fare a meno di riempirlo.

Il risultato, il più delle volte, è buono e cattivo, serio e comico, sincero e insincero, lucido o assurdo, a seconda delle svolte di quella giostra che è la mia personalità, incominciata dalla parte sbagliata, una mentalità che si è messa a correre prima di saper camminare, e che forse non camminerà mai, che ha voluto volare prima ancora di avere anche soltanto il diritto di pensare alle ali.

Potrei credervi anche adesso. Il principe delle tenebre è un gentiluomo. Ma le sue convoluzioni e contraddizioni sataniche non si conformano ad alcuna condizione da gentiluomo. Mentre sto scrivendo arriva un telegramma.

La sorella della mamma, ricoverata nella Carmarthen Infirmary affetta da cancro all'utero, sta morendo. Si odono molti lamenti in famiglia e la mamma se ne va. La vecchia zia sarà morta prima che lei arrivi. Questo è un episodio abusato nella narrativa, e un episodio che è accaduto innumerevoli volte nella vita reale.

L'odore della morte puzza attraverso mille libri e mille case. Di rado io mi sono imbattuto in esso a parte le inchieste giornalistichee lo trovo piuttosto piacevole. Immette un po' di gradito melodramma nella tragicommedia da salotto della mia esistenza priva di eventi.

Dopo che la mamma è uscita sono rimasto solo in casa, sentendomi lievemente teatrale. Devono essere assaporati opportunamente e goduti nel giusto spirito. Ho trascorso felice molte settimane d'estate con la zia ammalata di cancro nella sua fattoria malsana. Mi amava del tutto smoderatamente, mi dava dolciumi e denaro, sebbene non potesse troppo permetterselo, mi coccolava, mi accarezzava e mi viziava.

Scrive — mi domando se non dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo essere già un imperfetto — regolarmente. I suoi poscritti sono affettuosi. Mi ama — o mi amava — ancora, anche se non so perché. Ed ora è morente, o già morta, e tu vorrai perdonarmi il modo di scrivere teatrale. Consentimi il mio momento di dramma. Ma la cosa sozza è che non mi sento assolutamente commosso, se non, come ho detto, dal piacevole fetore di morte nelle mie narici negroidi.

Non provo davvero il benché dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo interesse per lei o per il suo utero. Sta morendo. È morta. È viva. È tutto la stessa cosa. Mi mancheranno i suoi vaglia postali due volte all'anno. Eppure mi piace Mi ama Sono forse, disse, con il suo assillo mellifluo ed egocentrico di diarista per le proprie dannate reazioni psicologiche alle proprie banali faccende, insensibile e perfido?

Dovrei piangere? Dovrei compassionare la vecchia creatura? Per un momento sento che dovrei. Deve esservi qualcosa che manca in me.

Non mi sento mai, o quasi mai, crucciato per gli altri. È l'Io, l'Io, continuamente. Di rado mi interesso ai sentimenti altrui, tranne quelli dei miei personaggi di cartapesta. Preferisco a parlare è uno dei mille demoni contraddittori lo stile alla vita, le mie reazioni alle emozioni anziché le emozioni stesse.

Significa questo, riflette, un'assenza dell'anima? V'era un certo che di dalla quale strada è migliore per esser cifrato da alcolismo anche nella tua lettera, un po' dei sogni di porpora dei gialli novanta, le rose rosse del vino, e il cadere finale del sipario sull'ultimo atto. Ed ora vorrei non averlo detto.

La qualità istrionica era sincera. Continua a scrivere le future lettere altrettanto teatralmente. Dal teatro escono tonnellate di cose buone. È troppo profondo per la platea.

I consci di se stessi possono sfuggire, momentaneamente, vestendo di ermellino e di astrakhan i gridi dell'anima loro, e lasciandoli in piedi dinanzi alle luci della ribalta prima che le luci della ribalta si spengano. Mi interessa quanto dici del tuo modo di scrivere racconti Nella tua lettera dici che potrà ammontare a qualcosa se riusciremo ad aiutarci a vicenda verso, ho dimenticato la tua immagine esatta, il piantare semi nella foresta della letteratura o qualcosa di analogo.

Dal mio seggio tra gli antichi, posso, per un momento, scuotermi alcune stalattiti dalla barba gelata, e darti un piccolo consiglio? Ti ho chiesto, in una lettera, di scrivere con le viscere.

Lo hai fatto. E naturalmente lo fai nei tuoi racconti. Ma perché, soltanto per alcune volte, non mettere dinanzi a te un foglio di carta, e, senza pensare due volte, scrivere la metà, o un quarto, di tutto un racconto? Non incominciare con un'idea levigata nella quale ogni episodio è già stabilito nella tua mente. Spingi semplicemente una ragazza sulla spiaggia in un giorno d'estate e lascia che costruisca il proprio racconto.