Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare

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Salve, mi ritrovo in una situazione di profonda difficoltà che non riesco più a gestire, e mi serve un consiglio professionale. Ho 29 anni, e da 3 anni e mezzo convivo col mio ragazzo. Non sono mai stata una persona stabile, soffro di un leggero disturbo bipolare che si manifesta con una depressione ciclica, soprattutto nelle stagioni fredde, seguita da un'euforia controllata durante le stagioni calde.

Il mio ragazzo ha avuto e continua ad avere una vita molto difficile, Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare una madre schizofrenica di cui si è dovuto prendere cura da solo fin da quando era un bambino, nella totale indifferenza dei suoi parenti che non gli hanno mai fornito aiuti, nè di tipo economico nè tantomeno di tipo psicologico, e che hanno scaricato ogni responsabilità della madre su di lui fin da quando era ancora un ragazzino.

A 15 anni il mio ragazzo ha ottenuto lo status di minore emancipato ed è andato via di casa, ma è sempre stato costretto a ritornarci a causa delle condizioni economiche di estrema povertà in cui versa e dalle quali non riesce a risollevarsi a causa della mancanza di un lavoro, anche perché è stato costretto dalle circostanze ad abbandonare i suoi studi senza conseguire il diploma.

C'è da dire che in quel momento sono stata comprensiva, forte anche della consapevolezza di avere Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare mia volta qualcosa che non va, e ho deciso di restargli accanto. Durante questo periodo i suoi scoppi di ira si sono fatti sempre più frequenti, e insieme ad essi è arrivata la mia colpevolizzazione da parte sua: per colpa mia e della mia incapacità nel gestire la sua malattia, lui stava peggiorando.

Finito con la scuola, abbiamo deciso di ritornare nella nostra città natale; confesso di aver preso questa decisione più per lui che per me, speravo che ritrovare il suo ambiente e i suoi amici lo avrebbe aiutato.

Purtroppo avevo fatto i conti senza l'oste, e la maggior parte delle persone che frequentava di lui non vuol più saperne niente. Ultimamente i suoi scatti sono sempre più frequenti, tempo fa ha avuto una crisi particolarmente violenta in seguito alla quale la situazione è degenerata: sostiene di non avere più il pieno controllo su di sè e sulle sue emozioni, e l'aria in casa si è fatta irrespirabile. Ho pensato spesso di lasciarlo, ma non ci riesco per due ordini di motivi: il primo è di natura affettiva, io amo davvero questa persona, e sogno di poter tornare al momento in cui ci siamo conosciuti e innamorati, ed eravamo una squadra ce funzionava alla grande.

In più, lui ha più volte manifestato la volontà di farla finita. Ultimamente ogni volta che ha una crisi tenta il suicidio, a volte mi supplica di aiutarlo a morire.

Casa per me non è più un luogo sicuro, o forse sono io a non percepirlo più come tale. In sintesi, ho bisogno di lasciarlo e andare a stare da un'altra parte, ma non oso. Credo proprio di aver bisogno di aiuto. Salve dottor Miscia, mi chiedevo se per caso lei potesse risolvere la confusione che mi Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare E se la mia diagnosi fosse di disturbo borderline.

La ringrazio anticipatamente per il suo tempocordiali saluti. Salve, sarebbe importante sapere se il suo psichiatra di riferimento ha fatto una diagnosi di disturbo bipolare o disturbo borderline. Se nel primo caso sono indicati gli stabilizzanti dell'umore valproato di sodio, lamotriginanel secondo caso i farmaci possono egualmente molto utili, in base alle caratteristiche del disturbo borderline stesso; il tutto considerando come la terapia farmacologica sia in ogni caso subordinata ad un lavoro psicanalitico ed eventualmente ipnoterapeutico.

Buongiorno,mi rivolgo a Lei nella speranza di ottenere una risposta al mio problema. Ho 62 anni, circa 4 anni fa ho avuto una forte depressione che bene o male ho curato grazie all'aiuto del centro di igiene mentale della mia città.

Soffro di acufeni ed ho sempre pensato che la causa del mio malessere fosse imputabile all'ansia che mi procurava questa malattia. In realtà dopo essermi osservato attentamente ho scoperto che l'acufene è solo il sintomo del mio star male, infatti è vengo al nocciolo della domanda la mia situazione si presenta in questi termini.

Un giorno sto male e con star male intendo sintomi come fiato corto, respiro affannoso, lievi tachicardia, confusione mentale, voglia di rimanere a letto, stanchezza esagerata, sbadigli in poche parole Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare ritrovo nella stessa situazione di quando ero depresso. Il giorno seguente mi sveglio riposato e in ottimo stato e questo con una cadenza matematica; un giorno si e uno no. Non riesco ad uscire da questa situazione che mi fa sentire come dottor jeckil e mister hide.

Mi sono già rivolto a diversi medici ma nessuno ha saputo farmi una diagnosi precisa. Spero che lei possa darmi una spiegazione a questo mio stato La ringrazio e cordialmente la saluto. Salve e' probabile che lei soffra di una forma attenuata di bipolarismo per cui sarebbe importante introdurre in terapia uno stabilizzatore dell'umore tipo sodio valproato o similari, che potrebbero essere suggeriti dal suo psichiatra di fiducia. Non conoscendola non posso dirle di più, cosa che invece potrebbe fare chi è in contatto diretto con lei.

La saluto cordialmente. Gentile dott. Miscia, sono una ragazza di 27, la contatto per chiederle un parere in seguito a dei disturbi che con ricorrenza a mio avviso ciclica intaccano la mia vita da quando ne ho Premetto di essere sempre stata una ragazza sensibile e molto fragile. Per tre anni terza media e primo biennio del liceo ho sofferto di bulimia, disturbo che si è andato risolvendo da solo.

Purtroppo all'età di 17 anni ho iniziato ad abusare 3 canne al giorno di marijuana per ben 8 anni, abuso a mio dire autoterapeutico, fumavo la mattina per affrontare la giornata, il pomeriggio per invogliare lo studio e la sera per concliare il sonno, in compagnia con le amiche per superare la timidezza e un certo senso di disagio.

Dopo la maturità conclusa anche abbastanza brillantemente ho fatto molta fatica a trovare la mia strata e a coltivare in maniera continuativa le mie passioni. Ho sempre sofferto dei cambi stagionali sopratutto in autunno e in primavera, cali e aumenti di peso senza significativi cambiamenti nella dieta e nello stile di vita, disturbi del sonno, umore un po' depresso.

Tre anni fa io avevo 25 anni il mio ragazzo ha una crisi e decide di lasciarmi. Ero un po'ingrassata, non avevo più voglia di avere rapporti sessuali, ero diventata scortese, molto irritabile e lo allontanavo in malo modo se provava a toccarmi e baciarmi aggiungo che qui avevo smesso di far uso di marijuana.

Dopo la fine della mia relazione ho avuto una forte depressione reattiva durata ben tre mesi piangevo di continuo, anche al lavoro facevo fatica a contenere le lacrime, non dormivo più la notte, mi sentivo fallita, vuota, non volevo più portare avanti l'attività appena aperta, spesso pensavo al suicidio ecc.

In tutto questo avevo anche ripreso a fumare le canne che poi dopo un mese ho riabbandonato perché mi accelleravano molto il battito cardiaco e mi facevano andare in forte paranoia. Poi come se nulla fosse mi sono ripresa, ero molto energica, felice, avevo rinnovato il guardaroba, cabiato taglio di capelli ecc.

Conobbi un altro ragazzo che ho frequentato per due mesi per poi scoprire che era sposato e che stava diventato padre. Fortunatamente dopo qualche mese il mio ragazzo storico si è rifatto vivo e siamo tornati insieme, abbiamo preso casa e siamo andati a convivere. Dopo questi 6 mesi burrascosi pensavo che la mia vita sarebbe tornata alla normalità e invece ho iniziato a diventare ipocondriaca.

Periodo tranquillo, poi successivamente ho avuto altri ploblemi di questo tipo: fase in cui mi veniva da piangere senza motivo, avevo una forte gastrite ed ero convinta che dio mi avesse punita con un tumore allo stomaco perché ero avevo frequentato un uomo sposato anche di questo ero molto convinta anche dopo aver fatto la gastroscopia dove era diagnosticata solo ernia iatale, gastrite cronica e celiachia io sostenevo che i medici non avevo fatto l'Esame correttamente.

Poi ancora periodo di benessere ma poi ho iniziato ad aver paura degli attacchi terroristici,mi è capitato di prendere il treno avere accanto a me un uomo musulmano con una valigetta e quando si è alzato probabilmente per andare in bagno ho quasi perso il controllo, stavo e per fortuna che non l'ho fatto per controllare se c'era dentro una bomba. Ora, non sono mai arrivata al punto di farmi ricoverare in psichiatria perché nonostante i due deliri più evidenti i messaggi di Dio tramite le canzoni e il tumore allo stomaco quando mi veniva detto che forse stavo esagerando mi calmavo apparentemente anche se dentro di me rimanevo convinta di quello che pensavo senza sottoporre il mio pensiero ad un giudizio più critico e razionale.

Secondo lei c'e il rischio che questa possa essere schizzofrenia? Visto che ci sono stati deliri e illusioni, irrequietezza motoria, fare afinalistico e sconclusionato, e il cervello che andava in fissa da solo?!

Ora io sto seguendo da un mese una cura con brindellix 10 mg una volta al di e xanax 0,5 al bisogno. Spero davvero mi possa fornire il suo parere. Mi scusi per il messaggio un po' troppo prolisso. La ringrazio davvero molto. Buona serata. Salve, effettivamente la sintomatologia è complessa e polimorfa, per cui penso che ci troviamo di fronte ad un disturbo di personalità che coinvolge la sfera cognitiva, affettiva, interpersonale ed è,appunto, tipico di questa struttura la presenza contemporanea di sintomatologia appartenente alle sfere citate.

In uno stato mentale come quello che lei descrive, l'uso di cannabis è altamente controindicato. Secondo me è opportuno, come le è stato riferito, di attendere l'evoluzione per avere un quadro clinico più chiaro e definito. Le consiglio di proseguire la psicoterapiaanche se sarebbe preferibile un ritmo delle sedute piu intenso, la saluto cordialmente.

Salve ,la rispostain questo caso, è molto semplice: esiste un segreto professionale da parte del medico o dello psicoterapeuta. Salve dottore, sono andata a fare dei colloqui con la psicoterapeuta della ASL e mi ha affidata al csm perché secondo il suo parere c'è qualcosa per la quale io dovrei assumere farmaci.

D'altra parte, se lei non vuole prendere farmaci, sarà opportuno che si affidi a uno specialista competente che possa aiutarla nel comprendere profondamente se stessa, con il quale costruire un solido rapporto di fiducia e una valida alleanza di lavoro.

Capisco che il suo psichismo la porti ad avere difficoltà nell'affidarsi e nell'avere relazioni solide e continuative, ma confido che lei possa trovare una persona disposta ad accoglierla con pazienza competenza e disponibilità. Parere psichiatrico. Salve dott. Miscia, in casa ho un figlio a cui è stata diagnosticata la sindrome schizoaffettiva sottotipo bipolare, questo da pochissimo, siamo stati in un centro dove è stato sottoposto a dei test, a oggi dopo due mesi ancora lui sta male e la terapia che gli è stata prescritta non ha dato risultati.

Noi stiamo vivendo l'inferno in casa dobiammo stare secondo i suoi umori, viviamo in tre in casa io lui e mia figlia che è una ragazza di 19 anni. Sono divorziata ma i suoi problemi sono iniziati all'inizio della nostra separazione che non è stata una passaeggiata.

All'epoca lui era adolescente e la sorellina appena nata, in seguito a cio' lui ha vissuto lontano da noi per un po' di anni visto che il padre si è trasferito a km da noi e lui è voluto andare col padrequindi sicuramente ha subito dei traumi, perchè non ha visto nè la sorella nè me x un po'. In quel periodo il padre continuava a parlargli male di me che a un certo punto non ho tollerato piu' il suo pessimo carattere iroso e manesco ed ho chiesto la separazione. Ora da un po' lui è rientrato a casa con noi ma è un inferno.

Vorrei poter avere un consiglio, al centro dove lo seguono, lo psichiatra ci ha detto che non puo' iniziare la psicoterapia, che certamente potrebbe aiutarlo perchè è troppo nervoso ed è ina fase acuta. Noi vorremmo poter vivere perchè quando è andato via mi ha gia' dato molte sofferenze acssecondando l'odio del padre nei miei confronti, ora è rientrato gia' da un po' lo accolto con amore e pazienza e vorrei poterlo aiutare. Non voglio che ci annienti pero'. Mi dica cosa possiamo fare senza perdere la lucidità che Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare sono conquistata.

Spero in una sua risposta. La saluto cordialmente Come mi devo comportare. Salve, circa sei mesi fa ho conosciuto un uomo affetto da bipolarismo di tipo Sono sempre andata con i piedi di piombo, gli sono stata vicino in ogni crisi, gli ho dato tanto e lui a modo suo mi ha trasmesso qualcosa, anche se mi è sempre sembrato un po' egoista. Personalmente non l' ho mai visto in Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare, ossia se stesso completamentevive nel suo mondo di film, documentari e computer Ma difficilmente è affettuoso o fa complimenti Dice che è lo stabilizzatore dell' umore.

Ultimamente ha avuto un mese di ricovero, aveva smesso di prendere i farmaci e per sedare crisi di panico ha iniziato a bere birre. Ora che è Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare è asettico e affettivamente assente, a volte gli dico che vedo di non essere importante per lui. Cavoli a volte mi chiedo se è la malattia o il caratterecome si fa a capire dove finisce la malattia e inizia il carattere??

Salve, non esiste la possibilità di distinguere le due entità. L'uomo ha questa personalità, di cui lei inizia ad essere consapevole e quindi il fatto di restare in relazione a lui o meno e con quali modalità è una scelta che dipende da tante variabili in gioco e dai sentimenti che la legano a questa persona.

Egli ha delle caratteristiche narcisistiche di carattere rilevanti e il suo compito di stargli vicino le sembrerà, a volte, una prova non facile, che solo sentimenti di amore importanti potranno esserle di aiiuto nell'affrontare e superare. La saluto cordialmente Disturbo bipolare collegato al tono della voce. Salve, sono una Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare universitaria e sto eseguendo un lavoro particolare basato sul disturbo bipolare.

Le scrivo per chiederle alcuni chiarimenti a riguardo. Innanzitutto premetto che mi sono avvicinata a questo tema essendo venuta a contatto con una Bevo per madri che il figlio con malinconia è salutato per scaricare a me molto vicina con questo disturbo, la quale nell'arco, in alcuni casi, anche della stessa giornata arrivava a cambiare repentinamente stato d'animo, passando da uno stato euforico ad uno di depressione o violenza, arrivando persino a parlare di suicidio.

Stando vicino a questa persona mi sono resa conto di come la voce fosse un campanello d'allarme fondamentale per capire il momento nel quale il suo stato d'animo era già cambiato o stava cambiando. Volevo quindi chiederle se, effettivamente, vi è un collegamento tra il tono della voce e il disturbo bipolare oppure se è stata soltanto una mia suggestione. La ringrazio in anticipo. Salve, vi è effettivamente un collegamento nel senso che il tono della voce è uno degli indici più sensibili che siano testionianza del viraggio timico del paziente bipolare.