Come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato

Vivere è Lasciar Andare la Paura - Pier Giorgio Caselli

Demulcents a delirium tremens

James Turner. Sa che tornerà in quella casa, sa che è una delle prime cose che ricorderà e che necessiterà di risposte, sa che le cercherà nel simbolo della loro vita insieme. Una villetta a schiera vicino alla costa di Staten Island, ancora di sua proprietà, non è mai riuscito a venderla nonostante come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato abiti un uno squallido appartamento privo di oggetti personali a Manhattan.

Insopportabile, assordante, tanto che cercare di dormire in ufficio si è rivelata la scelta più conveniente, avvolto nei suoni sinistri di un vecchio edificio magico. Sbuffa aria pesantemente, in quelle settimane di distanza dal loro ultimo incontro James non ha mai smesso di sentire un peso comprimergli il torace.

Formano disegni, cechi concentrici che si allargano intorno ad un cardine invisibile, creando forme sempre più complesse simili a mandala fatti di correnti d'acqua.

James scuote il capo, sbatte le palpebre, scaccia quelle allucinazioni che gli invadono la vista, quando riapre gli occhi la pioggia scende normalmente, il fumo si è ormai dissolto nell'aria e un'ombra si sposta all'interno di quella vecchia casa disabitata, come un fantasma in pena.

E' lei. Scende dell'auto, ignorando la pioggia che gli bagna il capo, infradiciandogli il trench beije, le sigarette sono al sicuro in una tasca interna, le scarpe schiacciano pozzanghere che schizzano fino ai pantaloni, basta attraversare la strada per essere già completamente bagnato. Venirti incontro è stato lo sbaglio più grande che io potessi fare. La porta della come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato si è aperta facilmente, cadendo in un tonfo sordo lungo il pavimento coperto dalla polvere.

Tutto è rimasto come dovrei ricordare: i mobili, le stanze. A scandire l'inesorabile scorrere del tempo è l'odore di marcio che proviene dalla cucina. Mi nausea. Solo le blatte si premurano di farmi compagnia. Veli bianchi ricoprono un passato che a stento credo di possedere. Cos'è che di questo posto disabitato mi ferisce l'animo? Perché è qui che sento di dover stare? Passeggiando lungo i corridoio mi è sembrato di ripercorrere la storia di un'altra Ho fatto l'errore di scoprire i comodini in quella che sembra essere la camera da letto in cui ho dormito.

Il tuo volto presenzia nella maggior parte delle foto, eppure ripensando al notro ultimo incontro, io non posso far a meno di provare come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato strana vergogna. Chi sei, James Turner? Perché ovunque io guardi, la figura di un giovane che sembra assomigliarti continua a perseguitarmi?

Chi sono io, James? Cosa c'entri tu con me? I ricordi faticano a tornare, completando il puzzle che finalmente sembra racchiudere qualcosa. Inerme Rosemary se ne è rimasta nel proprio appartamento, covando domande e sensazioni che a fatica sarebbe riuscita ad esprimere. Arrivare in quella casa si è rivelato essere un azzardo ed ella non sa a cosa questo viaggio la porterà.

Cosa cerca? Ora frammenti del passato sembrano farsi più nitidi: c'è un nome, un luogo ed una serie di sensazioni che le sembra di non riuscire a provare da anni. Quanto tempo dev'essere passato? Perché il volto di suo figlio emerge nei buchi della sua memoria? Sdraiandosi sul divano si riversa su di un fianco: i polpastrelli scendono lungo la stoffa ingiallita dal tempo, cacciando via la polvere. Perché ha dimenticato tutto questo?

Perché qualcuno dovrebbe trovar divertente privarla di altro? La vita futura, la vita passata, tutto inizia a sfaldarsi tra le sue mani. Nessuna lacrima scende ad accarezzarle le gote pallide, nessun'azione umana sembra esserle concessa.

Una come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato si fa vicina. Con orecchie attente Rosemary rimane ad ascoltare ogni suono che possa indicarle la presenza di qualcuno. L' odore della pioggia inizia a mischiarsi con altro, un odore lieve, distante, ma che in un batter d'occhio ella sembra riconoscere. C'è un muro sottile a dividerli: la sua vittima.

Per quanto ella precedentemente abbia sperato di tener in pugno il suo destino, in quel momento, in quella casa che percepisce pregna di sé, è lei quella ad esser soggiogata da lui.

Non come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato quella casa da anni, si è vietato di entrarci dopo le iniziali settimane in cui aveva continuato a viverci, quando il dolore dei ricordi che si sovrapponevano alla realtà era diventato insopportabile, aveva gettato la spugna abbandonandolo per i seguenti giorni, mesi, e infine anni.

Lei è in casa, disorientata, persa tra una miriade di ricordi che si fanno avanti di fronte a lei, urlando di essere suoi, ma che lei probabilmente non riesce a catalogare come tali, dopo tutto quel tempo passato sotto le sembianze di qualcun altro, quelle di un mostro che ha bisogno di uccidere per continuare a vivere.

Più di tutto è quello che James non tollera, è colpa sua lo sa, è stato come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato a trasformarla in un vampiro dicendole addio quel giorno, e privandola di qualcosa che non aveva il diritto di ritenere suo. Il naso presto si abitua alla puzza, allenato a quella di tanti cadaveri che ha trovato lungo la sua strada.

Non avrebbe mai pensato che Rosemary sarebbe stata uno di loro, uno di quelli capaci di camminare, pensare, ragionare, forse ancora amare nonostante come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato sia stato portato via tutto. Non sa nulla della sua vita dopotutto, non sa che cosa abbia fatto dopo di lui e in realtà, vorrebbe chiederglielo, vorrebbe riviverla insieme a lei tramite le sue parole, ma sa che quella notte è il suo turno di rispondere alle domande perché lei probabilmente ne avrà tante, troppe, da non riuscire a pensare ad altro.

Avanza, vorrebbe fumare ma non lo fa, perché sa che servirebbe soltanto a temporeggiare un incontro che dovrà avvenire per forza in pochi istanti. Prende fiato dalla bocca e avanza, un passo dopo l'altro, lenti, alzano la polvere che si è depositata invadente sul parquet, ricoprendo senza vergogna ogni oggetto della loro storia, alcuni protetti da teli altri no.

La guarda e guarda oltre, alle immagini della loro vita che gli passano di fronte agli occhi come un film, a quante volte è tornato a casa ad orari improbabili riuscendo a pensare soltanto al letto e a lei sotto le coperte, al suo corpo che avrebbe abbracciato per tutta la notte, cercando di convincerla a stare con lui qualche minuto in più prima di tornare alla sua vita.

Quello stesso letto che adesso è coperto di polvere e che ha perso i loro odori, acquisendo quelli del tempo trascorso. Possiamo sederci come quella volta sulla panchina infondo alla via, evitando che la casa rimanga impregnata della tristezza e della rabbia che non riusciamo a gestire. Ma ti odio, James, anche se ricordo a come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato cosa sei e ad ogni immagine nitida mi risulta difficile credere che io sia stata tua anche solo per un breve lasso di tempo.

Cosa vuoi che ti chieda? Cosa cambierebbe? Le nostre giornate migliori non resterebbero forse quelle che, a malapena, riesco a distinguere tra incubo e reminescienze? In quel momento della sua vita sono altre le debolezze a cui per forza di cose sente di dover far testa e di certo il rancore ed i sentimentalismi non ne fanno parte. Persino suo figlio sembra essere lasciato al proprio destino: un futuro che Rosemary spera sia roseo.

Più di cinque anni suppongo. Ella è certa non possa esser suo, perché negativi sono i ricordi che possiede a riguardo: Avevano mai pensato di formare una famiglia insieme? Non ho preparato alcuna domanda perché, sinceramente, non credevo saresti giunto in questo cimitero. Cioè, mi rivolgo a te perché, se sei qui, è probabile che tu sappia qualcosa. Non voglio sapere perché per anni mi è sembrato di non ricordare tutto questo Ci siamo stretti nel silenzio di un conforto che mai avremmo ostentato, onde evitare di renderci conto di quanto fossero profonde le ferite.

Ma qualcosa deve essere andato storto troppo presto, tanto da lasciarci vacillare nel dubbio di non essere all'altezza. In fin dei conti sei come un estraneo. Un estraneo con cui sono stata a letto, un estraneo come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato cui ho creduto di poter concretizzare - seppur troppo fisicamente - quell'amore che precedentemente avevo sentito solo nominare.

Sei stato tu a trasformarlo dalla sua rudimentale e blanda forma. Ma non ho intenzione di ringraziarti. Falle tu le domande. Quasi potrei sentirle sfrigolare sulla punta della tua lingua. Deve essere stato bello vivere in questo posto. Lo sguardo si frantuma su quei ricordi distanti che gli annegano i pensieri, ricomponendosi su di lei.

Anche quello dopotutto non se lo merita, e lei lo sa, perché gli pone una singola ma importante domanda. Rosemary era la luce che James avrebbe dovuto seguire per non perdersi nell'oscurità della vita, adesso sembra che lei abbia perso quella luce che l'aveva colto alla sprovvista facendo innamorare.

Colpa sua. Sembra gli ci voglia un secolo per trovare il coraggio di dare voce a quel quesito, se ne vergogna per quanto è egoista, come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato rivolto soltanto ad una sua necessità, uno scopo a cui si è disperatamente aggrappato per non sprofondare nella più completa oscurità del suicidio. Una soluzione su cui si è interpellato più volte, facendo scivolare la canna della pistola sulla tempia, o rinchiudendola nella morsa delle sue labbra senza mai riuscire ad andare oltre, continuando a camminare senza meta in un oblio senza fine, ma neanche inizio o svolgimento.

Quel bambino è diventato la sua unica ragione di vita e forse come imparare a vivere senza il marito dellalcolizzato Rose lo sapesse, gli direbbe che è suo persino mentendo, quindi ci prova a simulare una certa rigidità per non sembrargli totalmente perduto.

Non le dice di amarla come se non fosse passato neanche un giorno, non le dice che darebbe la sua vita pur di tornare indietro e riparare al danno che ha fatto, non le dice che preferirebbe morire piuttosto che vederla in quelle condizioni e che se le servisse per sopravvivere, le darebbe ogni millilitro del suo sangue amaro di nicotina.

Più di cinque anni sono passati, e per ogni secondo James ha saputo di amarla ancora. Ma cos'è l'amore? Quella è la vera domanda che ha preso a porsi dopo averle cancellato la memoria.

Sorride appena, lasciando che le labbra tremino senza alcun vergogna. A tradirla sono gli occhi lucidi, dei quali si accorge troppo tardi, solo quando passandosi una mano sul volto sente qualcosa di umidiccio scender giù. Aveva dimenticato cosa fossero le lacrime e quella sensazione di vulnerabilità non le piace affatto. Ha cinque anni eppure ella non l'ha visto crescere: l'ultima volta che è riuscita ad incrociare il colore dorato dei suoi capelli, è stato alla commemorazione di suo padre.

Danny, in braccio alla nonna, non sembrava ricordarsi di lei. Quello era stato il prezzo da pagare per aver rischiato di ucciderlo, di far di lui la sua prima vittima Alcuni mesi dopo è nato Danny James. Prima di quel momento non ci aveva riflettuto sopra, talmente all'epoca si era sentita persa e frastornata, in balia di un mondo che le si presentava nuovo ed il cui unico punto di riferimento era stato lui, il Jonathan che tanto aveva odiato, ma che - anche solo lontanamente - era riuscito a ricordarle qualcosa di un passato che non le apparteneva più.

Aveva lo stesso colore di capelli dell'uomo che ora ha davanti. Alza gli occhi al cielo, non sapendo come nascondersi, come sparire senza che l'altro possa andar oltre. Il volto nascosto nell'ombra non viene coperto da alcuna mano.

Immobile, come un sasso, se ne rimane contro il muro, sentendosi braccata. Cerca di trattenere il respiro onde evitare di catturare l'attenzione della belva. Soffoca nelle lacrime che a stento continua a reprimere. Il petto le si gonfia di aria.