Dipendenza alcolica di carcerati

Dipendenza da alcol: la riabilitazione alcologica

Farmacia da un magazzino il sito ufficiale Colm

Una questione da sempre dibattuta e molto delicata. La situazione a Roma e in Italia è che almeno la metà delle persone che entrano in carcere ha o ha avuto problemi di alcol o tossicodipendenza.

Parliamo di detenzione dovuta dipendenza alcolica di carcerati consumo delle sostanze, ma anche dovuta ai reati connessi. A Rebibbia, come nelle altre carceri italiane, adottiamo terapie sostitutive specifiche: metadone o altri farmaci simili. Questa delle terapie sostitutive con metadone è una conquista recente da una decina di annise solo pensiamo che un tempo si andava avanti con aspirina, valium e farmaci non sostitutivi ma che costituivano solo un temporaneo tamponamento.

Quali problematiche si riscontrano nel trattamento delle differenti tipologie di dipendenza e come vengono formulate le terapie? Ogni droga ha una terapia specifica e deve essere trattata in modo diverso. Curare una persona dipendente da eroina è meno difficile che curarne una dipendente da cocaina. Oltretutto, molto spesso, i dipendenti da cocaina non lo dicono, per vari motivi paura di avere altri reati, ignoranzaquindi il loro numero, a Rebibbia e in tutta Italia, è sicuramente sottostimato.

In base ai riscontri viene formulata una terapia. Il mantenimento della terapia dipendenza alcolica di carcerati la detenzione è una questione molto dipendenza alcolica di carcerati e problematica.

Se questo passaggio avviene bene, cioè con una consegna vera propria di delega della presa in carico, noi abbiamo la minima parte delle ricadute a anni.

Teniamo presente che quando il tossicodipendente esce ha bisogno di rientrare nel proprio ambiente familiare, non sempre favorevole per la sua salute. Parliamo di quei nuclei familiari in cui più persone fanno uso di alcol e stupefacenti e tendono a perpetuare questi riti al loro interno.

Questo è uno dei grossi limiti che favorisce la ricaduta. Costa poco, si trova ovunque. Droga perché se consumato in una certa quantità dà gli stessi effetti di una sostanza stupefacente.

Dipendenza alcolica di carcerati reazioni, stessi comportamenti e sintomi. Anche le donne sono molto sensibili agli alcolici, più degli uomini. Quindi anche qui la droga di innesco attacca dipendenza alcolica di carcerati. Altra categoria è quella degli stranieri. Prendiamo ad esempio il musulmano che viene in Italia, in Europa, dove, rispetto alla sua cultura, tutto è concesso.

Man mano che il tempo passa e non ha di che vivere viene intrappolato nel commercio di stupefacenti, di cui spesso diventa consumatore anche lui. Dipendenza alcolica di carcerati ecco che la droga di innesco ha funzionato. Il soggetto in questione è diventato un politossicodipendente. Aggiungo che curare in dipendenza alcolica di carcerati una persona con una cultura totalmente diversa dalla nostra, con un approccio alla vita totalmente fuori dai nostri schemi terapeutici è estremamente complicato.

Significa che ci ricadranno immediatamente nel circolo: prima alcol e poi droga. È migliorata moltissimo la percezione da parte del personale di polizia e personale penitenziario delle proprietà terapeutiche del metadone e di altri farmaci simili, che essendo farmaci stupefacenti incontravano resistenze di ogni dipendenza alcolica di carcerati. Purtroppo dobbiamo fare i conti con comunità in crisi economica e in calo come presenze. Gli ex detenuti tossicodipendenti sono scarsamente presi in carico dai servizi delle tossicodipendenze Sert perché questi ultimi sono allo stremo: non hanno soldi, non hanno personale, non hanno risorse.

Questo accade ormai da molti anni. Ma non è come andare in comunità, dove seguono una terapia: vanno a fare altro affidamento lavorativo o di altro tipoma rimangono consumatori. Questi sono punti che non fanno funzionare bene il sistema. Ma il problema più difficile da gestire, sia dentro che fuori, rimane quello della comorbilità psichiatrica, cioè la persona che ha disturbi psichiatrici e fa uso di droghe o alcol.

Questo è lo zoccolo duro del sistema di dipendenza alcolica di carcerati in carico. È difficilissimo curare queste persone. Carenze di personale ce ne sono. Sia di guardia medica, che specialistica e di medicina di base, i tre settori chiave. Per questi ultimi le carenze di organico non sono altissime, ma ci sono e incidono sulle prestazioni. In questi anni sono aumentati molto. È un lavoro molto duro, complicato. A proposito di suicidi… È una scelta drammatica che spesso riguarda anche i detenuti tossicodipendenti, a Rebibbia come nelle altre carceri italiane.

Un sistema che viene utilizzato anche per determinare altre tipologie di dipendenza alcolica di carcerati gli autolesionisti ad esempio. Riscontrarla dopo un anno non ha molto senso. Un ultimo sguardo sulle stanze di detenzione. Esiste ancora il dipendenza alcolica di carcerati del sovraffollamento? Quello del sovraffollamento un problema che è stato risolto negli anni. Per quanto riguarda i detenuti tossicodipendenti, si tende a uniformali per i reparti e a non ghettizzarli, cosicché possano stare in stanze di detenzione da uno, due, cinque, anche dieci unità.

Per quanto riguarda le condizioni igieniche, a Rebibbia il livello è medio-buono. In molte altre strutture siamo su un livello medio-basso.

Toggle navigation. Qual è il corso dipendenza alcolica di carcerati terapia durante la detenzione? Quanti detenuti per tossicodipendenza ci sono a Rebibbia?

Veniamo al personale medico e di sicurezza nel carcere di Rebibbia. A cura di Pierpalo De Mejo. Questo sito web usa i cookies tecnici e di profilazione di terze parti tra cui Google Analytics, Facebook per migliorare la tua navigazione. Proseguendo la navigazione, ignorando o chiudendo questo avviso accetti l'uso dei cookie.

Se vuoi disabilitare i cookies puoi leggere l'informativa al link di seguito. Accetta Informativa come disabilitare. Sito in aggiornamento. Il sito è in fase di aggiornamento. Ci scusiamo per eventuali disagi.