Trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo

6 segnali di dipendenza dall’alcol

Prevenzione di una ripetizione di alcolismo

Dolore cronico e terapia antalgica invasiva - Pathos. Dolore cronico e terapia antalgica invasiva Previous. Chronic pain and invasive therapy. Alessandra Canneti, Carlo Reale. Gli approcci invasivi più frequenti ed efficaci comprendono tecniche centrali neuromodulazione midollare e periferiche neurolisi gangliare, tecniche di espansione vertebraleagenti farmacologici oppioidi e adiuvantichimici alcool e fisici stimolazione elettrica, neurolisi termica.

Raramente efficaci singolarmente, le tecniche antalgiche invasive trovano applicazione, in pazienti accuratamente selezionati, come integrazione della terapia farmacologica orale, al fine di minimizzare gli effetti collaterali derivanti da dosaggi elevati di oppioidi.

The number of patients who undergo such procedures is likely to increase, as well as modern oncology and palliative medicine development. Most of invasive approaches include central spinal neuromodulation and peripheral gangliar neurolysis, percutaneous vertebral reduction techniques, as well as pharmacological opioids and adiuvantschemical alcohol and physical electrical stimulation, thermic neurolysis means.

Rarely effective as unique therapies, invasive procedures have to be accurately patient-selected and considered supplementary to conservative approaches, in order to minimize the adverse events deriving from a long term opioid therapy. In the near future, the development of both pain science and biomedical trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo will probably be accompanied by the improvement of the knowledge regarding the recourse to invasive analgesic procedures.

Parole chiave Dolore, cure palliative, procedure invasive. Key words Pain, palliative care, invasive procedures. Tuttavia, il ricorso alla scala OMS non è scevro da possibili carenze. Neuromodulazione farmacologica: analgesia spinale. Il tipo e il numero di farmaci utilizzati in sede perimidollare subaracnoidea o epidurale sono aumentati nel tempo, comprendendo oppiacei, anestetici locali, miorilassanti, a-2 agonisti, con ulteriore e ampio margine di sperimentazione.

I farmaci somministrati per via perimidollare si comportano differentemente a seconda del loro rilascio in sede subaracnoidea o epidurale. La via subaracnoidea è infatti in diretta comunicazione con le radici posteriori del midollo spinale, al punto da richiedere dosaggi trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo oppiacei pari a un decimo di quelli necessari per via epidurale. La somministrazione perimidollare di oppiacei si accompagna a inibizione pre-sinaptica dose-dipendente del rilascio di neurotrasmettitori dalle fibre nocicettive afferenti primarie C e A delta e a iperpolarizzazione post-sinaptica dei neuroni che trasmettono lo stimolo doloroso a livello delle corna dorsali del midollo spinale.

Quando somministrati per via intratecale, gli oppioidi svolgono il loro effetto analgesico agendo anche sui propri recettori sopraspinali, a seguito della loro migrazione cefalica via liquor cefalorachidiano. Gli stessi effetti collaterali da oppioidi possono essere minimizzati dalla co-somministrazione perimidollare di altri analgesici, quali anestetici locali, a2-agonisti clonidina e ketamina.

Gli anestetici locali bloccano reversibilmente i canali del sodio delle radici posteriori del midollo spinale. La clonidina inibisce il rilascio di neurotr asmettitori dalle fibre C e sopprime la risposta simpatica pre-gangliare. La ketamina antagonizza i recettori N-metil-Daspartato NMDA delle corna dorsali che mediano la cronicizzazione del dolore neuropatico. Di recente applicazione in sede intratecale è lo ziconotide 6una tossina di origine ittica antagonista dei canali del calcio di tipo N ad azione presinaptica, in grado di sensibilizzare ad altri analgesici pazienti altrimenti low-responder.

I sistemi di rilascio perimidollare di analgesici sono costituiti da due componenti fondamentali: un catetere e un dispositivo di rilascio del farmaco, o pompa. Qualche esempio:.

Neuromodulazione elettrica: stimolazione midollare. La connessione dei contatti metallici con un generatore di impulsi genera un campo elettrico programmabile nella combinazione tra anodi e catodi. La stimolazione ottimale si ottiene quando le parestesie che accompagnano la stimolazione si sovrappongono al territorio di distribuzione del dolore riferito dal paziente.

Gli elettrodi stimolanti vengono impiantati sia sotto forma di cateteri cilindrici percutanei, sia sotto forma di piastre posizionate mediante intervento chirurgico laminectomia o laminotomia.

Il dolore neuropatico di origine periferica e gli stati di dolore ischemico rappresentano attualmente le indicazioni più frequenti per questo tipo di approccio terapeutico. Un dolore associato a una lesione o disfunzione del sistema nervoso cosiddetto neuropaticodistribuito anatomicamente in modo da essere sovrapponibile al territorio di stimolazione Tabella 2presenta le caratteristiche di base necessarie alla valutazione per un approccio neuromodulatorio elettrico Tabella 3.

Il dolore neuropatico causato da lesioni del sistema nervoso centrale tende a non rispondere alla stimolazione midollare. Un trial di stimolazione preventivo, di solito eseguito mediante elettrodi percutanei, è necessario al fine di identificare i pazienti che possono trarre giovamento da questo tipo di approccio.

La neurolisi è indicata nei pazienti affetti da dolore severo e non altrimenti. La neurolisi è raramente permanente: la ripresa della sintomatologia dolorosa è conseguenza della spontanea riparazione delle strutture nervose trattate, o dalla progressione della patologia di base. A concentrazioni più basse mostra un effetto anestetico locale reversibile che lo rende sostanzialmente inutile per effetti analgesici a lungo termine. Il ricorso ad agenti neurolitici su nervi periferici rappresenta un fronte clinico potenzialmente trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo.

La neurolisi da radiofrequenza ha guadagnato popolarità clinica grazie alla possibilità di produrre, per via percutanea, lesioni nervose da calore tanto circoscritte quanto anatomicamente selettive. Neurolisi chimica: blocco del sistema simpatico. La catena gangliare del sistema simpatico decorre lungo la colonna vertebrale, anatomicamente aggredibile con diversi approcci analgesici invasivi in funzione di sindromi dolorose specifiche Figura 6.

Il blocco del plesso celiaco viene utilizzato principalmente per il controllo del dolore associato al tumore del pancreas, ma risulta utile anche per il dolore proveniente da tutti gli organi addominali superiori. Anche se non privo di efficacia nel dolore non neoplastico, trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo sua applicazione migliore riguarda il dolore neoplastico endo-addominale.

Si tratta di tecnica relativamente semplice e sicura. Il blocco del plesso celiaco si accompagna a riduzione della sintomatologia dolorosa addominale, a riduzione dei dosaggi e degli effetti avversi da oppioidi e a miglioramento dei parametri di qualità della vita.

I gangli simpatici lombari ricevono informazioni nocicettive dagli arti inferiori e dagli organi pelvici omolaterali. Tra le più recenti acquisizioni, particolarmente utile appare il blocco del ganglio ipogastrico superiore secondo Plancarte 19 per il trattamento del dolore pelvico. Il ganglio di Walther, unico ganglio solitario della catena simpatica, è localizzato in corrispondenza della giunzione sacrococcigea: bloccarlo appare di una qualche efficacia per il controllo del dolore perineale.

Neurolisi termica: sindrome della faccetta articolare. Il dolore trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo origine spinale rappresenta la sindrome dolorosa cronica non neoplastica più frequente in assoluto.

Le faccette articolari sono state indicate come possibile sorgente anatomica del low back pain da Ghormley sin dal Vertebroplastica e cifoplastica. Neli costi diretti derivanti da fratture osteoporotiche hanno raggiunto nei soli Stati Uniti i 13,8 miliardi di dollari, pari a 38 milioni di dollari al giorno. Le fratture da compressione vertebrale si accompagnano frequentemente a dolore sia acuto che cronico, parallelamente a un progressivo collasso vertebrale.

La sopravvivenza a 5 anni di un paziente che subisce una frattura da compressione vertebrale è inferiore a quella di un paziente simile che superi una frattura di femore.

Da questo è derivato il ricorso conservativo ad analgesia farmacologica e a interventi ortesici. Il primo obiettivo è la mobilità. I pazienti osteoporotici presentano un rischio di comorbidità direttamente proporzionale al trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo di immobilità.

Esistono tuttora controversie riguardo al numero esatto di settimane o mesi di terapia conservativa che devono precedere il ricorso alla vertebroplastica. Nei pazienti mobili e affetti da dolore si aspettano solitamente dalle 4 alle 6 settimane.

Pazienti che riferiscono sintomatologia dolorosa radicolare pre-esistente alla frattura vengono spesso sconsigliati per gli scarsi risultati. In presenza di vertebra plana o collasso vertebrale completo, qualunque tecnica di vertebroplastica è di difficile trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo.

La disponibilità di immagini precise è essenziale al fine di iniettare con altrettanta precisione il cemento. Dopo una piccola incisione cutanea, un trocar cannulato contenente un ago da biopsia ossea viene fatto avanzare verso la superfi cie posteriore della vertebra. Dal peduncolo, la cannula viene spinta verso il corpo vertebrale da trattare. Entrambe le proiezioni laterale e anteroposteriore sono necessarie per la corretta visualizzazione del percorso della cannula. Dopo aver gonfiato il palloncino fino alla completa riduzione della frattura, lo stesso viene rimosso dal corpo vertebrale affinché le cavità ossee rimanenti vengano riempite mediante cemento Figura 9.

Vantaggi principali della cifoplastica rispetto alla vertebroplastica sono il rischio ridotto di stravaso extra-osseo di cemento e la possibilità di ridurre fratture vertebrali anche modeste, pur a fronte di una tecnica di esecuzione più complessa.

Le possibili complicanze delle tecniche di riduzione vertebrale percutanea sono riportate nella Tabella 4. Il ricorso a metodiche antalgiche personalizzate quanto selezionate trattamento di terapia di centrale elettrica termico di risposte di alcolismo la possibilità di garantire un controllo del dolore più efficace. Queste metodiche non sostituiscono le modalità farmacologiche e non farmacologiche messe già in atto per trattare il dolore cronico: il loro ruolo va considerato come complementare.

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