Dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh

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Milano, aprile Nasce la S. Da allora la S. Attraverso la sua sezione D. Drammatica, Operette e Rivistela S.

Inoltre, fin dalha istituito e aperto al pubblico la Biblioteca e la Raccolta Teatrale del Burcardo che comprende circa Boniver, U. Ronfani, B. Bisicchia, C. Cannella, M. Sambin, C. Ventrucci, R. Pilone, C. Monti, U. Ronfani, R. Gasparetti, Armand Gatti, Francesca Gentile. Fotocomposizione, Fotoli! Sanavio, E. Groppali, G. Giannachi, A. Nigra, C, Pulvirenti, C. Bertani, M. Boggio, P. Calvetti, V. Carraroli, C. Facchinelli, E. Franchi, F. Camera, C. Infante, L. Libera, Dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh.

Longatti, S. Mamone, C. Marchi, F. Monti, E. Pani, G, Panizza, C. Pistillo, G, Pullini, D. Rigotti, A, Scavone, C. Serafini, E. Mastagni - Una terza ribalta per il Teatro della Tosse - L. Argenti, A. Ronfani, F. Caleffi, F. Battistini, V. Grossi, C. Randazzo, con libera ricostruzione del perduto Lamento di Agave, presentazione di Andrea Bisicchia - Il sogno nascosto di E. Franchi da un'idea di N. Né basta l'effetto tonificante del Bicentenario goldoniano quello slogan L'Italia per Goldoni che s'aggrappa ai trascorsi splendori della scena nazionale - per fugare gli smarrimenti e le inquietudini che paralizzano la società teatrale.

Siano consentite tuttavia alcune considerazioni: le seguenti. Invece questa afasia culturale è data per scontata e inevitabile. Gli stessi riflessi di difesa degli organismi e delle categorie del Teatro che ricordavamo all'inizio, sono fin troppo palesemente dettati dalla preoccupazione del proprio particulare, risultano privi di prospettive diverse dalla salvaguardia di piccoli, privati interessi.

E allora? Allora ci stiamo preparando, anche per il Teatro, un futuro piccolo-piccolo. Continuerà il clientelismo; il centralismo romano si coniugherà con l' effimero culturale degli enti locali, le leggi del botteghino finiranno per spingere ancora più in basso le nostre stagioni di Prosa, la nomenklatura del Teatro pubblico continuerà a progettare alleanze senza porsi la questione morale della funzione di questo teatro nella società.

E i giovani continueranno a fare le loro innocue rivoluzioni culturali negli scantinati. Siamo pessimisti? Ecco il testo del discorso pronunciato dal ministro Margherita Boniver il6 febbraio alla Fondazione Cini di Venezia, alla presenza del Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, per aprire ufficialmente l'An. Due giorni dopo Joseph Marie Chénier, fratello del drammaturgo giacobino Andrea Chénier, chiedeva e otteneva dalla Convenzione, che al cittadino Goldoni venisse restituita la magra pensione che gli era stata erogata a Versailles come insegnante di italiano della famiglia reale.

La sua opera, non ancora colta in tutta la sua inesauribile ricchezza, pensata, sentita e recitata come dialogo fra gli uomini, cioè comunicazione collettiva, come sentire comunitario, apriva una visione nuova dell'arte teatrale che ormai, grazie a lui, appartiene a ogni società civile. Anche per questo il programma predisposto per il Bicentenario goldoniano vuole rappresentilre un momento di grande solidarietà della società civile nazionale.

E oggi un segnale di notevole importanza, trovare un momento comune, per celebrare, in nome della cultura alta, un autore che dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh saputo essere grande veneziano, italiano ed europeo.

Il dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh culturale italiano rappresenta un valore straordinario, di portata mondiale e storica, ed è giusto che in occasioni come. Dunque una necessità di fare cultura attraverso lo spettacolo: questo Goldoni italiano in Europa, incarnerà lo spirito di una nuova cultura ad ampio respiro, una cultura fatta non solo di celebrazioni fini a se.

Se questo è lo spirito del Bicentenario goldoniano, era logico muoversi verso la interdisciplinarietà del programma. L'intero mondo della cultura celebrerà Goldoni, per testimoniame l'importanza e per rendere un dovuto omaggio al suo genio. Come presidente del Comitato nazionale auspico che le nostre intenzioni, quelle cioè di dare un forte segnale di impegno culturale nel nome di Carlo Goldoni siano dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh da tutti.

Grazie al lavoro svolto dal Comitato nazionale goldoniano, in particolare dal Comitato esecutivo e dal Comitato promotore veneto, il Bicentenario gai doni ano si apre ufficialmente oggi con momenti celebrativi in tutta Italia e con un programma particolarmente solenne qui, a Venezia, alla presenza del Capo dello Stato.

In questa Venezia, che ai tempi di Goldoni sembrava destinata a contemplare il tramonto della sua storia gloriosa e che invece perpetua il suo fascino e il suo splendore, in dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh città senza dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh, nella quale egli vedeva a ragione il più grande palcoscenico del mondo, noi oggi salutiamo il ritomo di Carlo Goldoni.

In questa giornata, che riunisce qui a Venezia idealmente accanto a Lei, caro Presidente, tutte le forze vive della cultura e dello spettacolo, Goldoni ci viene incontro nei colori di una leggenda, che ha contribuito egli stesso ad alimentare quando, già ottuagenario dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh era raccontato ai posteri nei Mémoires, ma anche nella luce di una verità storica che lo ha accumunato ai grandi spiriti del secolo dei lumi.

Senza voler stabilire graduatorie di merito, desidero complimentarmi con tutto il teatro italiano per lo sforzo fatto, in periodi non facili. Da oggi, il Bicentenario è nelle mani dei protagonisti più dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh, gli artisti della scena, gli operatori teatrali, gli uomini di cultura, e il pubblico. Carlo Goldoni con la sua arte, le sue opere, i suoi personaggi, potrà aiutarci, durante questo anno del Bicentenario, nell'impresa di tenere alte le sorti del teatro e dello spettacolo dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh.

Con questa speranza, caro Presidente, dichiaro aperto l'Anno goldoniano. Viva Carlo Goldoni! In questa pagina, dall'alto in basso e da sinistra a destra: Ugo Ronfani, il sindaco di Venezia Ugo Bergamo, Margherita Boniver, Franco Frigo e Nicola Mangini, direttore della Casa Goldoni a Venezia; il messaggio di Ferruccio Soleri, nel costume glorioso di Arlecchino: tra il pubblico il Capo dello Stato e la figlia, il direttore generale dello Spettacolo Carmelo Rocca e le autorità venete.

La sera del 6, nei tre teatri del Maestro, Piccolo, Lirico e Teatro Studio, non sono mancati il pubblico, gli applausi, le autorità. Ma nonostante i attori protagonisti delle Baruffe, dell' Arlecchino e del Campiello si impegnassero a gridare la loro gioia goldoniana, l'assenza di Giorgio Strehler ingrigiva le calli e pesava come piombo su tutto e su tutti. Sulla scena di via Rovello ha debuttato Il campiello, nella ripresa di Carlo Battistoni.

L'allestimento ci restituisce l'immobilità della storia. Le autorità sono venute a portare il loro contributo di solidale speranza: il sindaco Giampiero Borghini, il direttore generale dello spettacolo Carmelo Rocca, il presidente della Regione Fiorella Ghilardotti, l'assessore alla Cultura Marco Parini, i registi Maurizio Scaparro e Lamberto Puggelli. A mezzanotte il popolo delle tre sale è stato trasferito, in pullman, al Teatro Studio, per la festa goldoniana che, in realtà, di festoso aveva ben poco.

Strehlernon c'era. Pamela Villoresi ha orchestrato come poteva polemiche, amarezze e allegrie goldoniane. Gli attori in abito dovesser cifrato da alcolismo le risposte di Voronezh scena hanno ricordato che l'illustre ospite era Carlo Goldoni, ma inevitabilmente il pensiero di tutti era rivolto a lui e al suo esilio svizzero.

Intanto gli allievi del Teatro alla Scala e della scuola del Piccolo cantavano arie di Mozart e Galuppi. Sarebbe superfluo, perchè fra i materiali forniti dall'Ufficio stampa figura per l'essenziale, analiticamente, il quadro programmatico del Bicentenario.

Voglio a questo proposito dire subito che, volendo il Bicentenario essere soprattutto un'occasione unitaria, di aggregazione e di solidarietà, per la cultura e il teatro italiani, noi abbiamo esaminato con eguale attenzione tutte le proposte pervenuteci, senza prevenzioni e discriminazioni, anzi quest' attenzione intensificandola quando le iniziative avevano i segni della novità, della ricerca, dell' invenzione.

L'estate scorsa, quando incontrammo il ministro Boniver a Taormina, poco dopo la sua nomina, noi del Comitato esecutivo eravamo preoccupati, per non dire scoraggiati. Vicende elettorali, politiche e ministeriali avevano determinato un tempo morto di cinque mesi nella preparazione del Bicentenario. Di questi ritardi, della discrepanza per alcuni di noi dolorosa fra l'ideazione e l' esecuzione, nessuno forse è responsabile, non certamente i Comitati nazionale ed esecutivo.

Dobbiamo in scrivere questi ritardi in una situazione oggettiva, e nel quadro di contenimento della spesa pubblica che non ha consentito, ad esempio, il varo di una Legge speciale per il finanziamento specifico dell' Anno Goldoni. Dobbiamo dare atto, anche, che la direzione dello Spettacolo ha cercato di ovviare, con i mezzi a sua disposizione, a questa difficoltà. Ci sono ormai i segnali - sulla stampa, nei media. È giusto chiederei, a questo punto, se nel Bicentenario il teatro italiano non farà troppo Goldoni.

Avvertimenti del genere sono risuonati su alcuni giornali. Dalle parole pronunciate dal ministro del Turismo e Spettacolo, senatrice Margherita Boniver, ben si comprende lo spirito che ha animato l'apertura del Bicentenario goldoniano, il 6 febbraio a Venezia.

Il presidente Scalfaro, in mattinata, ha incontrato alla Fondazione Cini imembri del Comitato nazionale per le celebrazioni goldoniane, presieduto dallo stesso ministro Boniver, segretario generale Ugo Ronfani, del Comitato esecutivo, presieduto da Franr De Biase, e del Comitato veneto per il Bicentenario, presieduto da Carlo Alberto Tesserin, ed ha espresso parole di ringraziamento per l'importante opera svolta.

In tale occasione il ministro Boniver ha consegnato al presidente il primo conio, in oro, della medaglia commemorativa preparata dall 'Istituto Poligrafico e Zecca di Stato.

Alle 11, nella sala Palladiana della Fondazione Cini, ha preso il via la cerimonia di apertura del Bicentenario. Alla presenza di numerose autorità, di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, ha preso la parola il sindaco di Venezia, Ugo Bergamo, che ha ricordato l'importanza mondiale di una città come Venezia per lo sviluppo della cultura e ha riaffermato la necessità di una più incisiva diffusione dell'opera di un maestro della scena come Carlo Goldoni.